Secchezza Oculare, come, quando, perché…

andreagrossioMondo dell'Ottica

E’ facile da riconoscere: bruciore agli occhi, sensazione di avere come una sabbiolina sotto le palpebre o ancora sentire gli occhi umidi senza però lacrimare. Sono tutti sintomi di una secchezza oculare che se non presa per tempo può degenerare…

La sindrome della “secchezza oculare” è divenuta nell’ultimo decennio una delle maggiori cause di fastidio agli occhi ed è stimato che in Italia ne soffra oltre il 50% della popolazione.

Da non sottovalutare, diamo la colpa a situazioni ambientali, smog, inquinamento, aria condizionata, riscaldamento…ecc. Quando abbiamo fastidio agli occhi mettiamo qualche lacrima artificiale, facciamo magari due passi, una boccata d’aria e poi di nuovo di fronte al pc…tutto giusto, però continuando a sottovalutare questa patologia che si manifesta con bruciore ma che se diventa cronica può creare un notevole peggioramento della qualità di vita del paziente: la sindrome dell’occhio secco.

Non è un semplice fastidio, ma una vera e propria modifica della superficie dell’occhio: in pratica la lubrificazione costante dell’occhio che avviene grazie al film lacrimale inizia a diminuire e la componente acquosa (tre componenti principali del film lacrimale: acquosa, lipidica, mucinica) delle lacrime diminuisce a favore di quella salina. Ed ecco spiegata la sensazione di secchezza e bruciore che spesso sfocia in irritazioni vere e proprie.

Perché la sindrome dell’occhio secco può essere pericolosa? Perché se non si interviene in tempo questo persistente bruciore può portare a lesioni vere e proprie della superficie corneale.

Questo disturbo colpisce soprattutto la popolazione sopra i 40 anni, ma negli ultimi anni l’età e molto diminuita. Le cause sono molteplici: può essere la conseguenza di patologie reumatiche squilibri ormonali, l’uso di alcuni tipi di farmaci, un’eccessiva e sbagliata esposizione ai monitor dei pc e TV….ecc

Anche un ambiente mal condizionato e riscaldato può provocare la secchezza oculare: un riscaldamento eccessivo, l’aria troppo secca, sono tutti fattori che certamente incidono nell’insorgenza di questo disturbo. Senza contare l’abuso di lenti a contatto, senza un continuo monitoraggio dello specialista.

I sintomi spesso sono sottovalutati, le persone si recano dallo specialista quando il problema e già in fase avanzata complica notevolmente la soluzione della patologia

Se a fine giornata si ha un senso di pesantezza agli occhi, le lacrime posso aiutare. Se invece fin dal pomeriggio si percepiscono sintomi come bruciore persistente, dolore, senso di corpo estraneo o sfregamento, allora l’irritazione potrebbe essere già avanzata, quindi occorre recarsi dallo specialista

Perché?

Una ridotta produzione di lacrime dalla ghiandola secernente (ghiandola lacrimale), o un anomalo drenaggio attraverso l’apparato lacrimale (canale lacrimale) provocano una disidratazione della superficie anteriore della cornea che a sua volta è responsabile di una serie di disturbi oculari quali: arrossamento, fastidio, prurito, lacrimazione riflessa, visione transitoriamente offuscata, sensazione di “sabbia negli occhi” ecc. che portano gli stessi ad essere più sensibili a fattori esterni.

La lacrima infatti, ha una funzione lubrificante e viene distribuita sulla superficie oculare attraverso l’apertura e la chiusura delle palpebre, che fungono come da “tergicristallo”. Essa è formata da lipidi, proteine, acqua ed altre sostanze (sali minerali, enzimi, mucina, ecc.) che proteggono l’occhio da eventuali infezioni e dalla disidratazione. Quando è presente una alterazione negli equilibri di queste sostanze, la qualità del cosiddetto “film lacrimale” viene alterata provocando così uno o più dei suddetti disturbi.

Tali fastidi possono accentuarsi notevolmente soprattutto con tempo secco, o cambi di temperatura (aria condizionata, riscaldamento), uso del computer, lettura prolungata, fattori ambientali (vento, fumo, smog, luce forte, buco dell’ozono), stress fisici (eccessivo lavoro, ore di sonno insufficienti,ecc.), fattori allergici (es. polline, acari, ecc.) o cause oculari concomitanti (es. cheratocono, glaucoma, ectropion, alterata chiusura palpebrale, pregressi interventi chirurgici, ecc).

La prevenzione può aiutare?

Ciascuno può adoperarsi per proteggere i propri occhi. E’ importante che ci si assicuri di avere una luce sufficiente quando si legge, ma evitando una luce intensa o accecante. Suggeriamo di non aumentare troppo la luminosità dello schermo del computer e rilassare i propri occhi fare delle pause per qualche momento dopo 45 minuti di lavoro. Se si è esposti al vento o alla piena luce del sole, assicurarsi una adeguata protezione

Sicuramente una accurata visita oculistica preventiva, un corretto stile di vita ed un eventuale utilizzo di sostituti lacrimali appropriati, evitano le fasi avanzate di questo disturbo, e le spiacevoli conseguenze che possono ad essa essere associate.

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